In cucina con Valdesina: Plandre

Ciao!
Siete pronti a tornare in cucina con me e preparare una delle ricette tipiche delle Valli Valdesi?
Dopo aver imparato a fare i Frichioulin di fiori e una particolare Torta alle noci, oggi vorrei presentarvi un piatto salato… ma ugualmente buonissimo: le Plandre, ovvero le foglie fritte della borragine!

La borragine (borago officinalis) prende il nome dalla parola latina borra, che significa “fatto di lana ruvida” a causa della peluria che ne ricopre steli e foglie.

Proprio come per i Frichioulin, che erano fiori di acacia e di sambuco fritti in una pastella dolce, anche oggi friggeremo (quindi mamme e papà abbiamo bisogno del vostro aiuto!) perché in passato questo era un modo per rendere delizioso ogni piccolo tesoro che il bosco o l’orto di casa offrivano alla povera dieta montanara…

La borragine era coltivata, un tempo come oggi, negli angoli degli orti perché necessita di poco spazio regalando però fogliame e fioriture abbondanti.

Non a caso vi presento questa ricetta proprio in questo periodo, quando ormai le piante di borragine sono fiorite e le foglie (che si possono consumare come farcia di agnolotti, oppure lesse o ancora in frittata) diventano troppo dure per essere mangiate: un tempo non si buttava nulla ed ecco come si preparavano le grandi foglie rimaste!

Ingredienti:
uova
farina
sale
acqua fredda
olio per friggere
foglie di borragine

Rompete un uovo e aggiungete un cucchiaio di farina e un pizzico di sale, mescolate bene e versate nel composto un po’ di acqua fredda finché la pastella risulterà fluida e senza grumi. Scaldate bene l’olio per friggere in una padella. Immergete le foglie di borragine, tenendole dal peduncolo, nella pastella e poi calatele delicatamente nell’olio finché non saranno dorate e croccanti.
Servite subito… ma attenti a non scottarvi la lingua!

Allo stesso modo si possono friggere le foglie di salvia e di menta, ma anche i fiori di zucche e zucchine!