Come si realizzano le croci ugonotte? – speciale

Ciao!
Innanzitutto lasciate che vi auguri un felice 17 febbraio!
Per questa occasione ho voluto proporvi un articolo speciale: dato che lo scorso anno eravamo andati insieme a scoprire come si confeziona il costume valdese  oggi ho pensato di parlarvi un po’ di più delle croci ugonotte (anche se lo abbiamo già fatto in passato, proprio qui!)…

Eccomi all’oreficeria Bracchi di Torre Pellice… la data alle mie spalle non vi dice nulla?

Sono andata all’oreficeria Bracchi di Torre Pellice dove esiste una matrice per la realizzazione delle croci ugonotte che risale al 1848, anno in cui la famiglia acquistò il negozio dalla ditta Ceresole ereditando anche lo stampo.
Da allora i proprietari non hanno mai smesso di raccogliere e collezionare questi monili, che sono tutti diversi tra loro per qualche piccolo particolare. Molte sono originarie delle Valli e d’Oltralpe (Svizzera e Francia), ma qualcuna arriva anche dal Sudamerica, pensate!

Le croci più in alto sono quelle realizzate qui, mentre quelle più in basso sono sudamericane e fanno parte della collezione del negozio.

La matrice è stata rimessa a nuovo e funziona ancora oggi: al suo interno viene fuso il metallo -oro o argento- che dà origine a due pezzi distinti, la croce e la colomba, che vengono poi rifiniti a mano con il bulino e uniti per mezzo di un anello.
I bracci della croce (detta di Malta o di Provenza) sono collegati tra loro da una corona di gigli di Francia e su ognuna delle punte c’è un bocciolo che rappresenta una perla di luce, simbolo della luce dell’Evangelo che si irradia in ogni direzione.

L’oreficeria possiede anche queste matrici per la stampa su carta (croci ugonotte e stemma “Lux lucet in tenebris”).

La colomba con ali spiegate rappresenta invece lo Spirito Santo; al Museo Valdese di Torre Pellice esiste una croce particolare che, al posto della colomba, presenta una piccola lacrima… Si pensa che volesse ricordare i molti protestanti francesi, o ugonotti, uccisi nel 1572 durante la notte di San Bartolomeo.
La croce ugonotta si chiama infatti così perché in passato era il segno di riconoscimento dei protestanti francesi, mentre oggi è un simbolo (assieme allo stemma Lux lucet in tenebris) della confessione valdese.

Lo stemma Lux lucet in tenebris

Per questo articolo ringrazio, per la disponibilità, l’oreficeria Bracchi (corso Gramsci 20) di Torre Pellice!

Forse vorresti leggere questa storia in: Inglese

  • Grazie mille Valdesina per l’articolo. Avevo letto anche l’altro sulla croce.

    Io oggi ho pubblicato questo nel mio blog: “Il tè valdese”
    https://viaggiointornoalte.net/2017/02/17/il-te-valdese/

    Spero che ti piaccia 🙂

  • dimenticavo ciao 😉

    • babacio

      Ciao Barbara!
      Scusa il ritardo della risposta… ma che bello il tuo articolo!
      L’ho appena letto e subito condiviso sulla mia pagina facebook,
      ti abbraccio!

      • Grazie mille Babacio,
        vado subito a vedere.
        Non avevo messo l’avviso e ho visto solo ora che mi hai risposto 🙂

        • babacio

          Il tuo articolo è piaciuto molto!

          • Valdesina mi fa molto piacere 🙂