Com’è realizzato il costume valdese? – speciale

Ciao!
Tra qualche giorno sarà il 17 febbraio e anche quest’anno nelle Valli Valdesi si festeggerà l’anniversario della concessione dei diritti civili attraverso le Lettere Patenti, avvenuta nel 1848.
Poiché vi ho già parlato di questa ricorrenza in diverse occasioni, oggi vorrei raccontarvi qualcosa di speciale sui Valdesi e che mi riguarda molto da vicino… il costume tradizionale!

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Eccomi giunta nel laboratorio di Monique!

Vi avevo già descritto il vestito che indosso, ma oggi vorrei portarvi alla scoperta della sua creazione e, per farlo, sono andata a trovare Monique Piston, sarta di Villar Pellice che cuce questi costumi con le sue mani.
Monique ha cucito il suo primo costume valdese all’età di 15 anni, ai tempi della scuola di cucito frequentata a Pinerolo: in previsione della sua Confermazione, portò in classe il costume di sua madre e con la maestra di cucito ne copiarono il modello. Nel corso degli anni Monique ha avuto occasione di vedere e studiare molti altri costumi e oggi propone diverse versioni (più o meno elaborate) in base ai gusti delle sue clienti.

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Non avevo mai visto un grembiule di questo bel arancione…

Realizzare un vestito tradizionale valdese richiede tre interi giorni di lavoro! Monique mi ha raccontato che le plissettature sono le parti più lunghe da realizzare, ma la cosa cui bisogna prestare maggiore attenzione è il colletto, dato che è il punto più in vista dell’abito.
I materiali utilizzati sono il broccato per il vestito il raso o il taffetà per il grembiule; lo scialle invece è realizzato in cadis di seta oppure sintetico, a seconda della richiesta della cliente. Quasi nessuno lo richiede più di lana perché è molto difficile conservalo. Nello scialle la parte più lunga da realizzare sono le frange: vanno tagliate e annodate a mano una per una!

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Gli scialli che vedete sono stati realizzati e ricamati da Piera, la mamma di Monique.

Per quel che riguarda i colori, gli abiti vengono richiesti nelle versioni classiche: nero, blu scuro, bordeaux. Il grembiule è coordinato al vestito e al disegno dello scialle, di solito azzurro, rosa o lilla ma si possono scegliere anche dei colori più sgargianti come il giallo o l’arancione.
I soggetti degli scialli sono di solito fiori ricamati, meno spesso dipinti (in Val Pellice ad esempio, non si trovano più pittrici per scialli, mentre Monique ricorda di aver visto in Val Chisone uno splendido scialle dipinto che raffigurava un paesaggio di montagna).

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Ognuno di questi fili è stato misurato, tagliato e annodato a mano… Quanta pazienza!

Se anche voi siete curiosi di vedere da vicino la lavorazione di un costume valdese potete raggiungere Monique nel suo atelier Le magie del filo, piazza Jervis 2 a Villar Pellice, Torino.

Forse vorresti leggere questa storia in: Inglese

  • SERGIO S BRIZIO

    CONOSCO MOLTO BENE VILLAR ED ANCHE QUESTO ATELIER CHE E’ UN’ISOLA DI PACE CON LA OLD FOUNTAIN CHE ACCOMPAGNA …. HO SCATTATO UNA BELLA FOTO DI QUESTO ANGOLO DI PIAZZA JERVIS MA QUI NON POSSO INSERIRLA ….. VI HO LETTO SEMPRE CON GRANDE AFFETTO ! ! ! GRAZIE

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