Montagne: il Vandalino

Ciao!
Oggi voglio raccontarvi qualcosa su una delle montagne più caratteristiche e famose delle Valli Valdesi che domina tutta la bassa Val Pellice (To): il monte Vandalino.
Esso è visibile da tutta la pianura del Pellice e si racconta che sulle sue pendici siano successi molti fatti misteriosi…

Il monte Vandalino, alto 2140 metri (qui visto dalla Coustera di Luserna San Giovanni).
Il monte Vandalino, alto 2140 metri (qui visto dalla Coustera di Luserna San Giovanni).

Dovete sapere che un tempo sul Vandalino crescevano boschi molto più fitti di ora e perdere le proprie greggi era molto facile: per fortuna alcune fate che vivevano in una grotta, fabbricavano i campanellini per tutti i pastori! Il contadino proprietario del terreno su cui sorgeva la grotta delle fantine era molto fortunato, ma questo attirava anche le invidie dei suoi compaesani, che lo trattavano proprio male. Un giorno l’uomo disse addirittura che sarebbe stato meglio se le fate non ci fossero mai state!

Il nome del monte deriverebbe dalla parola “wandalus”, cioè appartenente alla tribù germanica dei Vandali, forse passati qui in epoca romana e stanziatasi su queste terre.
Il nome del monte deriverebbe dalla parola “wandalus”, cioè appartenente alla tribù germanica dei Vandali, forse passati qui in epoca romana e stanziatasi su queste terre.

Purtroppo le fantine lo udirono e ci misero poco a trasferirsi lontano da tutti, proprio in cima al monte! Prima di partire chiusero l’entrata della loro grotta, rivestirono d’oro le pareti e riempirono cinque anfore del prezioso metallo, quindi mandarono una grandinata che rovinò per sempre i bei prati dove prima vivevano, lasciando solo terra rocciosa e arida.
Attraverso uno spiraglio nelle rocce, si poteva vedere l’oro brillare di notte, ma l’apertura era troppo piccola perché qualcuno potesse passarci…

Il Castelluzzo, o Castelus, è la tipica protuberanza che spunta dal monte e potrebbe significare “castello aguzzo”.
Il Castelluzzo, o Castelus, è la tipica protuberanza che spunta dal monte e potrebbe significare “castello aguzzo”.

Se state pensando di andare a cercare la caverna con il suo tesoro, vi consiglio subito di rinunciare… Le fate, immaginando la disperazione del contadino, gli lasciarono infatti una bacchetta magica con cui entrare nella grotta e prendere le anfore: una notte l’uomo vi andò di nascosto e le portò via tutte, poi si trasferì in un luogo molto lontano. Sembra che, al buio, uno dei vasi cadde a terra rompendosi, ma che la bacchetta magica raccolse tutto ciò che si era versato; se però ci si trova davanti l’apertura della grotta si possono ancora vedere a terra i cocci dell’anfora.
Quanto alle fate, nessuno sa se vivano ancora sul Vandalino… Quando si giunge davanti a una delle sue grandi e misteriose grotte si può provare a saltare e, se si sente rumore di campanelli che tintinnano, forse vuol dire che le fantine sono lì!

Il monte visto da Rocchamaneoud (Angrogna).
Il monte visto da Rocchamaneoud (Angrogna).

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