Bestiario delle Valli – Dahu

Ciao!
Con quello di oggi vorrei inaugurare una serie di articoli che hanno come tema le creature leggendarie che popolano le Valli Valdesi.
Oggi vi parlerò della più conosciuta: il dahu!

Si dice che questo animale somigli un po’ ad una capra con lunghe corna ma provvista anche di lunghe zanne. Pur essendo un mammifero, depone le uova, pensate sia strano? Bè, anche gli ornitorinchi lo fanno! Ma la vera particolarità di questa bestiola è che ha le zampe da un lato del corpo molto più corte di quelle dell’altro lato. Riuscite ad immaginare il motivo? Visto che questo animale vive su monti ripidissimi si è adattato alla pendenza in questa maniera bizzarra. In questo modo, però, è obbligato a spostarsi sempre nella stessa direzione, senza potersi girare per tornare indietro, altrimenti perderebbe l’equilibrio.

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Ci sono perciò due tipi di dahu: il destrogiro che cammina in senso orario e il levogiro che cammina in senso antiorario. I due tipi di dahu, non possono accoppiarsi perché incontrandosi, si trovano sempre testa a testa oppure posteriore a posteriore.

Il territorio in cui vive va dalle Alpi, in Italia, al Massiccio Centrale, in Francia, fino ai Pirenei, in Spagna. Qualcuno mi ha detto che alcuni esemplari, in passato, sono stati avvistati sulle catene montuose del Nord e Sud America e addirittura sull’Himalaya! Pare che il suo nome derivi dal verso che fa quando va in calore e cerca di conquistare un compagno gridando: Dahu! Dahu! Dahu! A seconda della zona viene conosciuto anche con il nome di dairi, rarou, darhut, tamarou o tamarro.

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Si racconta che ci sia un modo di sicuro successo per cacciare un dahu.
Con un aiutante andate di notte in montagna e aspettate in silenzio l’arrivo di un dahu. Quando lo avvistate avvicinatevi alle sue spalle senza far rumore e poi improvvisamente gridate “DAHU!”. L’animale, curioso per natura, cercherà di girarsi per vedere chi lo sta chiamando e a questo punto perderà l’equilibrio ruzzolando verso il fondo valle. Il vostro complice dovrà aspettare più in basso con un sacco di tela ben teso e non fare altro che raccogliere la povera bestiola. Pare che la caccia dia il massimo dei suoi frutti se l’appostamento notturno viene fatto in compagnia di un bel ragazzo o una bella ragazza.

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Ora sapete tutte le cose fondamentali per riconoscere questo splendido animale. Se andando in montagna nelle Valli Valdesi ne incontrate uno, non dimenticate di raccontarmi il vostro avvistamento!

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