Pian d’la Svirota – Rorà

Ciao!
Oggi mi voglio addentrare un po’ tra i boschi di Rorà, in val Pellice, per andare alla ricerca di un luogo il cui nome è collegato direttamente ad una vicenda storica che si dice sia accaduta qui.
Vorrei proprio vedere dov’è il posto in cui il bandito Giosuè Gianavello riuscì ad ingannare le truppe avversarie con un semplice giocattolo per bambini…
Sono così arrivata al Pian d’la Svirota, ma sono un po’ perplessa perché non capisco come da qui si potessero vedere arrivare i nemici…

“Perché un tempo tutti questi alberi che vedi non c’erano!”

Eccomi arrivata, i bastoni alle mie spalle indicano il punto in cui all'incirca venne posizionata la svirota
Eccomi arrivata, i bastoni alle mie spalle indicano il punto in cui all’incirca venne posizionata la svirota

Chi ha parlato?

“Buongiorno, io sono Gianavello!”

Oh, molto bene… Nessuno meglio di te potrà rispondere alle mie domande! Siamo davvero al Pian d’la Svirota? E come fu possibile fermare le truppe del re da quest’altura?

“Sei nel posto giusto, Valdesina, ma un tempo questo pianoro era libero da tutta la vegetazione che osservi ora e c’era una vista perfetta sia sul paese di Rorà che sulla strada che saliva dalla pianura. Devi anche sapere che la via che hai percorso per raggiungere il paese é abbastanza recente: ai miei tempi se ne doveva fare un’altra, chiamata Strada Vecchia di Rorà, che saliva dalla borgata Vernei.”

Ho incontrato questo signore baffuto che è proprio Giosuè Gianavello!
Ho incontrato questo signore baffuto che è proprio Giosuè Gianavello!

“Durante il periodo delle persecuzioni, mi ero rifugiato in questi boschi con alcuni compagni che avevano deciso di ribellarsi ai soprusi dei soldati del re. Ogni giorno dalla pianura erano inviate delle truppe sulla montagna per scovarci e noi eravamo davvero troppo pochi per resistere a quegli attacchi. A volte riuscivamo a nasconderci in questa foresta che conoscevamo come le nostre tasche, ma altre volte eravamo costretti a ritirarci in fretta e furia.
Un giorno, passando su questo pianoro, mi venne un’idea: se non potevamo essere più numerosi dei nostri nemici, forse potevamo far loro credere il contrario!”

Gianavello mi mostra il disegno di una svirota
Gianavello mi mostra il disegno di una svirota

E come fu possibile fare credere ai soldati che i Banditi di Gianavello erano molti più di quel che si pensasse?

“Costruimmo proprio in questo punto una svirota, una specie di altalena orizzontale, formata da un’asse di legno fissata ad un ceppo d’albero per mezzo di un perno. Ci si può dondolare, ma noi ci mettemmo a spingere l’asse facendola girare su se stessa. Quando vidi le truppe avanzare sulla strada, feci mettere due dei miei uomini da un lato dell’asse e due dall’altro… Gli feci anche indossare due paia di pantaloni in modo che ogni gamba sembrasse di un bandito diverso.”

Un tempo questi alberi non c'erano e da qui si poteva osservare la strada per Rorà
Un tempo questi alberi non c’erano e da qui si poteva osservare la strada per Rorà

“Quindi diedi l’ordine ai miei uomini di mettersi a correre molto forte…”

In questo modo i soldati del re, che erano nel frattempo giunti a Rorà, da laggiù ebbero l’illusione che una truppa numerosissima di Banditi stesse scendendo in tutta fretta dalle alture per attaccarli e per questo motivo fuggirono in preda al panico.

“Oggi gli alberi impediscono di vedere la pianura, ma questo era un ottimo punto di osservazione! Ce ne sono molti altri sparsi in tutte le Valli Valdesi, forse nelle tue passeggiate ti capiterà di vederne ancora.”

Allora mi rimetterò in cammino e chissà quale sarà la mia prossima avventura… Grazie Gianavello, ci incontreremo ancora!

Ecco com'era fatta la svirota
Ecco com’era fatta la svirota

Come arrivare qui:
raggiungere il centro abitato di Luserna San Giovanni e da qui imboccare la Strada Provinciale 162 fino a Rorà. Dal centro del paese percorrere poi via Piamprà per 1,5 km fino alle indicazioni per Rocca Roussa e per la colonia alpina Piccolo Tibet. Dopo 700m sulla vostra sinistra troverete un bel sentiero che conduce dopo qualche metro alla radura del Pian d’la Svirota.

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