Valdesina va in vacanza! Pinerolo – Tempio Via dei Mille

Ciao!

Vi ricordate della mia visita fuori dalle Valli qualche tempo fa? In quell’articolo vi raccontavo della mia visita al Tempio di Piazza Cavour a Roma. Oggi, invece, non andrò tanto lontano, infatti vi racconterò qualcosina sul Tempio di Via dei Mille a Pinerolo, una cittadina piemontese che dista pochi kilometri dalle Valli Valdesi.

Il primo documento che troviamo che parla della presenza di famiglie valdesi a Pinerolo risale al 1297. Tra il 1300 e il 1400 molte persone se la videro brutta perché vennero accusate di “valdesìa” dal Tribunale dell’Inquisizione che si trovava a Pinerolo.

Avete già sentito parlare del Tribunale dell’Inquisizione? Era un tribunale speciale che venne creato nel Medioevo, in un periodo di grande intolleranza per la libertà di pensiero. Il compito del tribunale era quello di di reprimere l’eresia, ma bastava essere considerati poco rispettosi delle usanze o delle autorità civili e religiose per finire bruciati sul rogo.

Ci avviciniamo al tempio attraversando il parco, dov'è anche possibile fermarsi ad osservare il monumento dedicato alle vittime dell’intolleranza politica e religiosa.
Ci avviciniamo al tempio attraversando il parco, dov’è anche possibile fermarsi ad osservare il monumento dedicato alle vittime dell’intolleranza politica e religiosa.

Nel 1561 la Tregua di Cavour, di cui vi avevo già parlato, concesse ai valdesi il diritto di esercitare il culto protestante ma solo all’interno delle Valli. Ai valdesi di Pinerolo non restava che andare via o subire tremende persecuzioni.

Alla fine del ‘700, con l’annessione dei territori del Pinerolese alla Francia napoleonica, ci fu qualche anno di tolleranza, ma questa situazione durò poco. I valdesi, come vi avevo già raccontato, dovettero aspettare le Lettere Patenti e lo Statuto Albertino del 17 febbraio 1848 per vedersi riconosciuti i diritti civili.

Alle spalle di Valdesina si può vedere parte della facciata del tempio, che sbuca tra le fronde.
Alle spalle di Valdesina si può vedere parte della facciata del tempio, che sbuca tra le fronde.

Finalmente, nel 1850 anche a Pinerolo venne costituita una comunità valdese, composta da 150 membri.

Grazie al contributo di amici stranieri, tra i quali lo statunitense James Lenox, nel 1855 venne acquistato un terreno e si iniziò la costruzione del Tempio valdese di Pinerolo, inaugurato 5 anni più tardi.

L’idea iniziale era quella di costruire il tempio con due campanili, ma il progetto venne decisamente modificato: sicuramente questa scelta dipendeva dal fatto che non era ancora molto gradita l’idea della costruzione di un luogo di culto per i valdesi nella cittadina. L’edificio perciò venne costruito in modo che non sembrasse una chiesa, ed era molto diverso rispetto ad oggi. I locali di culto si trovavano al primo piano, per non avere un ingresso sulla strada, mentre al piano terra era possibile frequentare le scuole, aperte anche ad alunni non valdesi, rimaste in attività fino al 1911.

Il suo aspetto non era molto gradito ai fedeli che, a causa delle quattro torrette posizionate ai quattro angoli dell’edificio, cominciarono a chiamarlo scherzosamente commode renversée, ovvero “comò rovesciato”!

La facciata, decorata con motivi geometrici, risale ai lavori svolti nel 1927 e che hanno portato il tempio al suo aspetto attuale.
La facciata, decorata con motivi geometrici, risale ai lavori svolti nel 1927 e che hanno portato il tempio al suo aspetto attuale.

Soltanto nel 1927 vennero fatti nuovi lavori che cambiarono l’aspetto del tempio e spostarono i locali di culto al piano terra, mentre al primo piano nel 1960 venne creato un convitto per ospitare gli studenti che arrivavano dalle Valli ma che studiavano a Pinerolo.

Oggi i locali sopra il tempio sono utilizzati per l’accoglienza agli immigrati e per le attività sociali.

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