Tempio di Roccapiatta – Prarostino

Ciao!
Oggi parliamo un po’ di storia e precisamente dell’origine del tempio valdese di Roccapiatta, che venne costruito nel 1500 vicino alla borgata Rostagni. Proprio riguardo il luogo di costruzione vi vorrei raccontare una storia buffa…

Eccoci arrivati al tempio valdese
Eccoci arrivati al tempio valdese

Nel 1561, dopo anni di resistenza alle persecuzioni, i Valdesi ebbero un periodo di tregua dopo la Pace di Cavour. Questa pace, che concedeva ai valdesi maggiore libertà religiosa, venne stipulata tra i ministri delle Valli Valdesi e un rappresentante di Emanuele Filiberto, Duca di Savoia.

La facciata del tempio
La facciata del tempio

Per stabilire dove si poteva costruire il tempio venne inviato un commissario del duca che doveva salire fino alla borgata Pralarossa e decidere il luogo migliore. L’uomo non era un gran camminatore, anzi, più saliva per i sentieri e più sbuffava e sudava.
«Ma dov’è mai questo posto?», pensava, e intanto si asciugava il sudore dalla fronte. Dopo un po’ arrivò vicino alla borgata Rostagni e, appena vide le prime case, pensò, tutto contento, di essere arrivato. Pensate che rabbia quando gli dissero che di strada ce n’era ancora! A quel punto, distrutto dalla fatica e col fiatone disse: «Fabriché bélè-sì, mi vad pi nen lassù!» che significa «Fabbricatelo qui, io non vado fin lassù!».
E così il tempio venne costruito proprio dove il commissario ducale si stese nell’invitante erbetta fresca.

In posa su ceppo d'albero lungo il sentiero percorso dal commissario ducale!
In posa su ceppo d’albero lungo il sentiero percorso dal commissario ducale!

Questo edificio ospitò un avvenimento importante per la storia dei Valdesi. Nel 1686 il duca Vittorio Amedeo II con decreto ordinava ai Valdesi di consegnare le armi, di permettere l’accesso ai missionari, e dava loro la possibilità di rifugiarsi all’estero dopo aver venduto tutti i beni. I delegati delle Valli decisero di resistere con le armi, e nel mese di aprile di quell’anno cominciarono a riunirsi per organizzare la difesa. Ma tra il 22 e il 23 aprile i soldati attaccarono la zona e distrussero il tempio, che venne ricostruito solo nel 1700. Nel 1744, però, questo sfortunato tempio, venne danneggiato gravemente da una nevicata, ma anche questa volta venne ristrutturato.
Una curiosità è all’interno del tempio, dove sul pavimento di pietra si possono vedere ancora oggi delle iscrizioni che testimoniano che qui vennero seppelliti personaggi importanti, soprattutto ufficiali protestanti stranieri al servizio dei duchi di Savoia e Re di Sardegna.

Un'ultima occhiata al tempio prima di partire per nuove avventure...
Un’ultima occhiata al tempio prima di partire per nuove avventure…

Come arrivare qui:
 da San Secondo di Pinerolo procedere per la Strada Provinciale 165 fino a San Bartolomeo. Da Piazza della Libertà imboccare la strada asfaltata a sinistra che scende verso il basso. Al primo bivio proseguite per l’indicazione Pagnoni, Chianforani, Lia. Proseguite per circa 1,5 km. Superato un piccolo gruppo di case la strada prosegue con una leggera pendenza. Dritto davanti a voi potrete notare una stradina che scende verso dei prati e proprio qui troverete il tempio.

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