Le Turle – Angrogna

Ciao!
Oggi vi racconto una delle molte storie valligiane che hanno per protagonista il diavolo… Ma non dovete avere paura, perché nelle leggende valdesi il diavolo fa sempre la figura dello sciocco, proprio come succede in questa qui!

Il ripido sentiero percorso dal diavolo
Il ripido sentiero percorso dal diavolo

Ci troviamo tra i boschi oltre Pradeltorno, in una manciata di casupole dette Le Turle, fra prati e rocce. Proprio qui un una mattina il diavolo stava camminando tranquillo e un po’ stanco dopo essere stato a un sabba, cioè un incontro fra le streghe che dura tutta la notte.
Il diavolo era travestito da giovane contadino per non essere riconosciuto, quando in un prato vide una bellissima pastorella e se ne innamorò subito.

I casolari delle Turle
I casolari delle Turle

La ragazza era molto timida e quando vide il bel giovane che si avvicinava per corteggiarla scappò impaurita. Il diavolo allora percorse lo stesso sentiero e giunse alla casa dove la pastorella viveva sola con la vecchia madre.
L’uomo bussò alla porta per parlare con l’anziana e convincerla a lasciargli vedere la figlia.
La vecchia aveva già respinto in passato tutti i giovani che erano venuti a chiedere la mano della ragazza, poiché la fama della sua bellezza era diffusa in tutta la valle. Questa volta il pretendente si dimostrava piuttosto insistente, ma la madre riusciva comunque a tenergli testa.
In un attimo di disperazione, il diavolo si tolse il cappello dalla testa per rigirarselo tra le mani, pensando a come convincere quella donna cocciuta e… Non pensò che così gli si sarebbero viste le corna!

La casa della pastorella e della madre
La casa della pastorella e della madre

La vecchia non si lasciò sfuggire la cosa, ma cercò di non mostrarsi spaventata per non perdere il controllo della situazione, e i due continuarono a discutere a lungo.
Infine il diavolo ottenne che la ragazza gli avrebbe donato la prima fascina di legna legata il giorno successivo. Quindi, tutto contento, chiese alla donna se potesse aiutarla in qualche faccenda. La vecchia gli diede della lana nera da lavare, perciò andarono alla fontana dietro la casa e lo sfidò a sbiancarla. Come potrete immaginare, la lana nera – anche se lavata benissimo – non potrà mai diventare bianca! Ma il diavolo, sentendosi sfidato, non ci pensò due volte e si mise a lavare con grande impegno. Lava, lava, lava ma la lana restava nera… Il diavolo si arrabbiò così tanto per non riuscire nell’impresa che ad un certo punto sparì in una nuvola di fumo.

Alle mie spalle, le Turle e l'alta Val d'Angrogna
Alle mie spalle, le Turle e l’alta Val d’Angrogna

L’anziana donna ebbe così la conferma che quello era davvero il diavolo e corse in casa ad avvisare la figlia: il giorno dopo doveva vestirsi senza legarsi nulla addosso.
Il giorno successivo, la ragazza uscì di buon’ora come sempre per raccogliere la legna da legare in fascine. Non portava il grembiule, come le aveva detto di fare la madre, ma non capiva ancora bene il perché. Quando raccolse abbastanza rami, ne prese uno tenero e lo avvolse annodandolo attorno alla fascina appena e fatta e… Incredibile, la fascina sparì improvvisamente nel nulla!

La fontana dove la vecchia sfidò il diavolo a sbiancare la lana nera
La fontana dove la vecchia sfidò il diavolo a sbiancare la lana nera

La vecchia era riuscita a beffare il diavolo, poiché egli aveva pensato che la prima cosa che la fanciulla avrebbe legato quel giorno sarebbe stato il suo grembiule e credeva così di poterla avere con l’inganno fingendo di scambiarla per la fascina di legna.
Il diavolo aveva fatto una così brutta figura che nessuno lo vide mai più da quelle parti!

Una fascina al riparo. Chissà se sarà stata legata dalla pastorella?
Una fascina al riparo. Chissà se sarà stata legata dalla pastorella?

Come arrivare qui:
 raggiungete Pradeltorno (comune di Angrogna) salendo da Torre Pellice, abbandonando la Strada Provinciale 161 appena entrati in paese e imboccando Via Generale Martinat appena prima del ponte sul torrente Angrogna.
Percorretela tutta e arriverete sino alla borgata Chiot dl’Aiga, qui imboccate la strada alla vostra sinistra per il fondovalle, detta Strada Pradeltorno.
Giunti a Pradeltorno, potrete lasciare l’auto in un comodo parcheggio, quindi percorrete a piedi la strada che passa tra il cimitero comunale e il tempio valdese. Deviate a destra sopra il tempio imboccando una strada carrozzabile non asfaltata. Dopo una decina di minuti arriverete alla minuscola borgata del Fau, da qui la carrozzabile diviene un sentiero e dopo poco vedrete nella boscaglia i casolari abbandonati delle Turle.

Forse vorresti leggere questa storia in: Inglese