Leggenda: La fata e il cattivo consiglio – Lago del Malconsej, Bobbio Pellice

Quando sono partita dalla Conca del Pra splendeva il sole, ma salendo verso Pian Sineive il cielo si è rannuvolato. Quando ho preso la deviazione a sinistra, dopo il cippo che commemora i caduti di un incidente aereo del 1957, la nebbia ha cominciato a salire e ho dovuto mettere una giacchetta.

Pian Sineive salendo verso il Lago Malconsej, monumento ai caduti dell'incidente aereo

La salita verso la mia meta è stata dura, perché il pendio era davvero ripido e, ogni tanto, ho dovuto aiutarmi con le manine. Una volta arrivata, però, mi sono seduta su una roccia e davanti a me si è rivelato, in mezzo alla foschia, il Lago del Malconsej circondato da una corona di rocce scure, con il monte Manzol incombente sulle sue acque, profonde e fredde.
Ho pensato che non avrei potuto sperare di meglio per rendere più suggestivi gli scatti delle foto che accompagnano la leggenda che vi racconto oggi.

Un giovane pastore di Bobbio Pellice si ritrovò un giorno presso le rive di questo lago. Seduto su una roccia, a un certo punto notò sull’altra riva una ragazza che lo stava osservando. Non poteva credere ai suoi occhi: non aveva mai visto una creatura più bella di quella e capì che doveva essere una fata. La giovane continuava a guardarlo e con un sorriso gli fece segno di raggiungerla.

Il ragazzo, ammaliato, cominciò a inerpicarsi tra le rocce in modo da fare il giro del laghetto e raggiungere la bellissima fanciulla. È allora che si accorse che l’acqua non fluttuava più, ma era immobile, come congelata. “Una magia da fate!”, pensò subito. La ragazza dall’altra riva gli indicò di attraversare. Lui, con cautela, iniziò a camminare verso di lei. Quando arrivò al centro del lago, però, sentì scricchiolare sotto i piedi e, in un battito di ciglia, la superficie si ruppe. Il povero pastore precipitò nell’acqua gelida, fu inghiottito da flutti e risucchiato per sempre nella profondità scura del lago. Anche la fata scomparve, scesa anch’essa nella sua buia e umida dimora per dargli il benvenuto.
Da quel giorno il lago viene chiamato il lago del Malconsej, ovvero il lago del cattivo consiglio.

Nelle storie che vi ho raccontato le fate hanno delle indoli molto diverse: alcune sono permalose e vendicative, altre invece sono buone e cercano di aiutare gli esseri umani. E voi, conoscete qualche storia di fate?

Come arrivare qui
Da Bobbio Pellice proseguite fino a Villanova, dove si può lasciare l’auto. Prendete la strada che porta alla conca del Pra. Proseguite oltre il Rifugio Jervis, fino in fondo al Pianoro del Pra. Dopo l’ultimo alpeggio proseguite per un sentiero alla vostra sinistra fino ad arrivare a Pian Sineive, dove vedrete un monumento commemorativo di un incidente aereo. A sinistra, subito dopo il monumento, su una roccia vedrete un’indicazione verso il lago del Malconsej. Ora vi aspetta una mezz’oretta di salita davvero ripida prima di sbucare all’improvviso sulle rive del laghetto. Per questa passeggiata dovete essere dei buoni camminatori: io ci ho messo circa 4 ore e mezza ad arrivare lì, ma magari voi siete più allenati di me! Da Pian Sineive con altri 45 minuti di cammino potete arrivare al Rifugio Granero, dove è possibile pernottare.