In cucina con Valdesina: frichioulin di fiori

Ciao!
Oggi finalmente inauguriamo una serie di articoli che da molto tempo volevo presentarvi… Siccome ormai mi sento un po’ un’ambasciatrice delle Valli Valdesi, ho pensato che forse vi sarebbe piaciuto scoprire anche alcuni cibi tradizionali di questi luoghi, oltre che le leggende, la storia e le abitudini di un tempo… Che dite, vi piacerebbe imparare a cucinare insieme qualche piatto tipico?

sambuco
Sambuco, non siate ingordi e lasciate un po’ di fiori: quando in autunno matureranno le bacche ci faremo una buonissima marmellata!

Dato che siamo in primavera ho pensato di iniziare con qualcosa di semplice e dolce (ve lo confesso, sono molto golosa!) e tipico di questa stagione: i frichioulin di fiori!
Un tempo non si andava a fare la spesa spesso come siamo abituati a fare oggi: si comprava solo quello che proprio non si poteva coltivare nell’orto, fare in casa con quello che davano gli animali allevati o raccolto nel bosco… Ai bambini piaceva molto andare a raccogliere i fiori di acacia e sambuco, perché si ottenevano delle frittelline dolci buonissime. Facciamole insieme!

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Acacia, o robinia, attenti quando raccogliete i fiori: questa pianta ha delle grosse spine… Fate fare questo lavoro a papà!

Le piante di acacia e sambuco crescono rigogliose nei boschi delle Valli Valdesi, ma potete trovarli anche in pianura… Qui da me iniziano appena a fiorire, mentre a quote più basse la fioritura è più avanzata. Raccogliete i fiori lontano dalle strade trafficate, fate attenzione a non trovarvi in una proprietà privata e non esagerate: troppi dolci fanno male e poi non potete rubare il cibo alle api e agli altri abitanti del bosco!

sambuco_valdesina
Ecco, ora che ho raccolto un po’ di sambuco possiamo andare in cucina…

Prepariamo una pastella in cui intingere i fiori che poi verranno fritti (fatevi aiutare da mamma o papà!) e poi cosparsi di miele. Gli ingredienti che vi occorrono per 3 persone sono:
25 g di farina
50 g di zucchero
1 uovo intero
125 ml di latte

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Mescoliamo tutti gli ingredienti… Noi siamo in molti, perciò ho raddoppiato le dosi!

Ora, una volta che i vostri genitori avranno controllato che l’olio sia ben caldo (io ho usato quello di semi di girasole), potrete immergere i fiori nella pastella e poi in padella finché saranno dorati. Se la pastella risulta un po’ liquida -potrebbe dipendere dalla dimensione delle uova- aggiungete pure un po’ di farina per addensarla.

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Ricoprite bene i fiori con la pastella, saranno ancora più buoni!

Mentre l’addetto ai fornelli frigge le frittelle di acacia e sambuco, voi potete scaldare qualche cucchiaio di miele in un pentolino per renderlo liquido e poterlo poi versare più facilmente sui frichioulin. Io, per non rischiare di scottarmi, l’ho messo in una ciotolina e scaldato nel forno a microonde…

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Ecco il mio frichioulin di fiori di sambuco!

Una volta che i fiori sono dorati, assieme a mamma e papà potete scolarli su della carta assorbente e versarci sopra qualche goccia di miele… Fate attenzione perché sono molto caldi!
Se vi va, potete usare qualche fiore tenuto da parte per decorare il piatto e renderlo ancora più bello.
Presto andrò a cucinare qualche altro piatto tipico assieme ad alcuni amici… Se anche voi conoscete una ricetta delle Valli Valdesi e volete prepararla insieme a me, scrivetemi: verrò a trovarvi e la realizzeremo!
L’indirizzo è info@babacio.it
E non dimenticate di farvi una bella foto con i vostri frichioulin di fiori da mandarmi!

piatto2La ricetta è tratta dal libro “La cucina valdese” di W. Eynard e G. Pizzardi, editrice Claudiana.